Le brutte abitudini dei pianisti [PARTE 2]

Le brutte abitudini dei pianisti [PARTE 2]

Nell’articolo precedente “Le brutte abitudini dei pianisti [PARTE 1]“, che ti invito a leggere qui nel caso non l’avessi ancora fatto, ti ho anticipato tre delle brutte abitudini più comuni che acquisiscono i pianisti:

  1. Suonare subito a mani unite
  2. Mettere i pedali subito
  3. Studiare senza occuparsi della musicalità

Oggi parleremo di altre quattro abitudini non corrette tra le più diffuse:

  1. Non rinforzare le dita
  2. Non rispettare il tempo giusto di esecuzione durante lo studio
  3. Non occuparsi della qualità del suono
  4. Fermarsi durante un’esecuzione quando si sbaglia

La prima di questa serie è quella di non occuparsi di rinforzare le dita.

Il pianoforte si suona esclusivamente con la forza delle dita, il braccio in realtà è un supporto e il polso serve per agevolare la mano nei movimenti , infatti deve essere sempre rilassato.

La reale forza è ìnsita nelle dita e se questa forza non è sviluppata adeguatamente per raggiungere il risultato desiderato bisognerà ricorre all’ aiuto del braccio.

Il braccio non ha la funzione di aiutare le dita ad avere più forza per cui con questa pratica si otterà solo la sua rigidità perchè è chiamato ad una funzione non naturale per lui. A sua volta la rigidità del braccio si ripercuoterà sul polso che diventerà rigido anch’esso bloccando le mani e le dita.

Quindi invece di ottenere il risultato desiderato, otterremo il risultato opposto.

Il mio consiglio è quello di occuparti di rinforzare le dita ( in un prossimo articolo ti spiegherò come ), di rilassare il braccio e il polso e di suonare utilizzando esclusivamente la forza delle dita. Questo è un obiettivo che si acquisice nel tempo e con uno studio mirato.

Un’ altra brutta abitudine è quella di di suonare o studiare sempre o troppo velocemente o troppo lentamente rispetto all’indicazione che l’autore dà all’inizio del brano. Infatti all’inizio di un brano musicale il compositore indica il “modo” con cui desidera che sia eseguito il pezzo che ha creato ( Moderato, Allegro, Lento ecc.).

Molti pianisti invece che rispettare un tempo adeguato suonano sempre il brano o più velocemente o più lentamente di quanto richiesto. Questo alla lunga può creare una brutta abitudine, è accettabile modificare il tempo per lo studio ma è necessario suonarlo alla velocità giusta il più frequentemente possibile. L’esspressività del brano dipende anche dal tempo con cui viene eseguito. Non avrebbe senso eseguire un Corale ad alta velocità.

La terza brutta abitudine di questa seconda serie è di non occuparsi della qulità del suono. Di questo ho parlato ampiamente nell’articolo precedente a questo dal titolo” le brutte abitudini dei pianisti [PARTE 1 ]” che ti invito a leggere. Questo è un argomento fondamentale per lo sviluppo della tecnica e della musicalità.

L’ultima abitudine non positiva di cui ci occupiamo è quella di fermarsi durante un’esecuzione quando si sbaglia. Bisognerebbe prendere la buona abitudine di proseguire nell’esecuzione anche se si sbaglia e ritornare eventualmente sull’errore successivamente, sopprattutto accertarsi se sia un errore temporaneo o se si ripete con continuità.

Consiglio sempre ai miei allievi di non partire sempre da capo quando studiano un brano ma di abituarsi a partire da una battuta qualsiasi, lo ritengo utilissimo.

Per avere una panoramica completa delle più comuni brutte abitudini dei pianisti ti invito nuovamente a leggere anche tutta la prima parte delle due che abbiamo trattato dedicate a come prevenire alcune abitudine non consone allo studio corretto del pianoforte leggendo questo contenuto.

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Cristina


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